L’area che costituisce l’oggetto della progettazione è la zona di Milano dall’ex Parco Trotter al borgo storico di Crescenzago, ci si è incentrati in particolare sull’isola urbana che circonda via Padova e via Meucci.
Il tessuto urbano si presenta come una commistione di edifici di carattere storico e alcuni di epoca più contemporanea, i quali svettano in altezza rispetto all’isolato. Gli assi che danno forte carattere al quartiere sono quelli stradali della via Padova e di via Meucci, ma soprattutto quello del Naviglio della Martesana che corre lungo tutto l’isolato attraversandolo longitudinalmente conferendo una dimensione paesaggistica e naturale.
Il progetto si sviluppa individuando come principale criticità il tema del vuoto urbano, da intendersi non più come luogo da plasmare e densificare, ma da trattare come parco urbano. L’intento è infatti quello di generare un grande spazio verde di respiro che consenta il dialogo con la Martesana, a creare un grande polmone verde nel quartiere. Come limite del vuoto urbano e in corrispondenza degli assi viari sono collocate alcune delle funzioni di programma, quali la Scuola Elementare e il Centro Polivalente. Rispetto alle attività di intrattenimento già presenti nell’adiacente area del Cargo, sono state allocate le Residenze per anziani con integrate attività pubbliche commerciali.
Il progetto urbano caratterizzato dal team working si è successivamente incentrato nell’approfondimento individuale di una funzione del programma. Il tema intergenerazionale preso in esame nello studio individuale è stato il progetto della Scuola Elementare con funzioni di Centro Diurno per anziani.
Il progetto della scuola elementare ha messo in gioco diverse tematiche: il limite, il verde, i rapporti interno-esterno, punti di vista adulto-bambino e le relazioni intergenerazionali. Il complesso è stato ideato con un andamento orizzontale, quindi su un solo livello, per permettere una migliore integrazione delle attività dei bambini e degli anziani e una continua relazione con gli ambienti esterni e con la natura.
Essendo le funzioni di progetto differenti tra loro, a livello architettonico sono stati disegnati due edifici distinti in grado di ospitare in modo ottimale le attività. Filtrate da un corridoio nel verde a cui sono stati aggiunti padiglioni in legno per ospitare le attività di intergenerazionalità, interpretate tramite l’arte, come la pittura e la musica, elementi in grado di unire persone di tutte le età e di tutte le culture.
La scuola elementare con il suo disegno semplice ma articolato, crea il limite rispetto al parco urbano, ma allo stesso tempo si relaziona ad esso grazie all’articolazione dei muri di confine dei giardini privati, sviluppati su diverse altezze secondo i livelli di punti di vista bambino-adulto.
Il diurno, che rispetto alla scuola elementare, presenta più apertura e relazione verso il contesto e la Martesana, funge da limite rispetto alla strada carrabile. E’ stato pensato come volume polifunzionale, quindi con la disposizione di pareti mobili che delimitano gli spazi, e una grande parete vetrata di apertura verso il giardino fornita anche di corte coperta che permette agli anziani di godere degli spazi aperti restando protetti.
Politecnico di Milano
Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni
Corso di Laurea Magistrale in Architettura e Disegno Urbano
Laboratorio di Progettazione Architettonica
Prof. P. A. Croset
Prof.ssa E. Fontanella
Prof. F. Maroldi
Progetto urbano: G. Serafini, B. Scarlato
2018-2019